Click and Music

Poche parole e un link diretto all’articolo che ho scritto personalmente per La Reclame. Grazie Steve, di tutto. “Oggi il Mondo si ferma. Grazie Steve.”

Stay Hungry, Stay Foolish. A tutti.

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Stavamo scommettendo in qualche articolo fa di questo blog, su quale potesse essere la canzone “giusta” e “adatta”, per essere eletta colonna sonora dei mondiali 2010. (Ecco il link del sondaggio)

A discapito dell’allora favorito Akon, ha vinto (per fortuna) Shakira con Waka Waka, un ritmo veloce e frizzante che ha fatto ballare tutto il mondo, e beh, anche me!

Una colonna sonora portante nell’estate 2010, che ha segnato non solo il ricordo dei mondiali e l’emozioni di quei giorni di partite italiane (anche se brevi e poche), ma un’intera stagione vissuta all’insegna del divertimento e di questa mirata melodia.

 

Frammento del video "WAKA WAKA this time for Africa"

 

Unito poi ad un video veramente d’effetto: cosa c’è di più accattivante di un mix d’immagini fra la storia del calcio mondiale e Shakira che sculetta a destra a e manca? Nulla!

Qui di seguito, sempre sulla stessa scia (questa volta, ahimè, mancano i calciatori), vi presento l’ultimo video della sensuale cantante, dal titolo e dal ritmo apparente simile al successo precedente. Questa è La Loca, un’altra esplosione di energia, mista al look acqua e sapone della bella ed instancabile Shakira. Ingredienti perfetti per un successo assicurato.

 

 

 

Sarà che quando spendi i soldi per comprare un biglietto di un concerto, raramente credi di gettarli via. Ma chi ha mai pensato a tutto il valore che c’è dietro quel biglietto?

L’emozione indescrivibile di essere parte di una folla che ha lo stesso sogno tuo e la tua stessa passione, l’incontenibile voglia di cantare a perdifiato le stesse canzoni e perdersi nei propri ricordi, fra una foto e un video… così da poterli portare anche al di fuori del concerto, una volta tornati a casa, alla vita di tutti i giorni.

Muse @ San Siro_"Supermassive Black Holes"

Per i Muse, il trio britannico che l’8 Giugno 2010 ha fatto tappa a San Siro, è stato come previsto un successo inimitabile, e anche in questo caso la rete e la passione dei fan hanno fatto il loro gioco.

Centinaia di ragazzi da tutta Italia, tramite un gruppo su Fb, ha iniziato a scambiarsi mail circa 7 mesi prima la data prevista dal concerto, per organizzare un coro di “Happy Birthday” al cantante Matthew Bellamy, che proprio quel giorno avrebbe festeggiato i suoi 32 anni!

Lo striscione organizzato dai fan di tutta Italia, dove ogni gruppo ha costruito una lettera

Questo è un assaggio di ciò che è venuto fuori dall’organizzazione di qualche centinaia di persone, che lo stesso giorno del concerto hanno sparso la voce per tutto lo stadio, creando un effetto mozzafiato anche per lo stesso cantante, che è uscito a ringraziare durante una pausa, proprio mentre le 80.000 persone presenti gli cantavano Happy Birthday, con tanto di striscione, e sventolavano in aria migliaia di palloncini colorati!

Che dire, la giusta miscela di Fandom, rete e passione:   GUARDA IL VIDEO DEL CORO HAPPY B-DAY MATTHEW!!!

Ebbene sì, a distanza di mesi mi è tornata voglia di scrivere qualcosa su questo blog, e considerando l’ultimo articolo postato, sui fan dei Beatles riuniti sulla mitica Abbey Road, vorrei mostrarvi quattro (e più) amici, che tanto per riproporre una cosa simile, hanno riscattato la foto stile Abbey.

Cosa ci vuole? Un pò di pazzia e tanta voglia di ridere.. tutto qui 😉

La seconda foto sembra una vera e propria copertina di un album, i colori sono stupendi e l’inquadratura pure, la prima è più uno scatto “divertente” e “divertito” 🙂

Ho appena letto qui una notizia che mi ha fatto sorridere, e non potevo non scriverci qualcosa…

Quarant’anni di “nostalgia” dall’ultimo album dei Beatles: i “Fab Four” che hanno accompagnato un paio di generazioni e forse qualcuna di più e che rappresentano un pò per tutti una band storica, i cui successi non si contano su una semplice mano 🙂

Uno scatto fotografico che tutti abbiamo impresso nelle nostre menti, impossibile il contrario.

Loro quattro che attraversano una strada, la “Abbey Road“, in fila e sulle strisce pedonali. Ultima copertina del loro ultimo album. Era il 1969.

Copertina dell'ultimo Album dei Bealtes, Abbey Road

Copertina dell'ultimo Album dei Bealtes, Abbey Road

Quasi a voler significare che se ne stavano andando, ma nel modo giusto, il loro dovere l’avevano fatto… avevano attraversato città e città entrando nelle vite di migliaia di persone, come se queste vite fossero racchiuse in un unica grande metropoli, ed ogni via di questa metropoli fosse una persona, un fan.

Ed ora avevano deciso di andarsene, ma non in un modo qualsiasi, non attraversano una via qualunque e ognuno per i fatti suoi. Si sono lasciati tutto alle spalle passando sulle strisce pedonali, puliti, insieme, uno dietro l’altro, su un unica grande strada che raccoglieva tutte le altre: la Abbey Road. (Troppo psicologico forse?)

Ed oggi, a 40 anni da qullo scatto fotografico, centinaia di fan si ritrovano lì, in quel luogo, a memorare qualcosa a cui sono legati, come se i Fab Four fossero lì con loro, ad attraversare qulle strisce…

Fan che ricordano lo storico scatto di Iain McMillan

Fan che ricordano lo storico scatto di Iain McMillan

Non vi stranite a pensare una cosa del genere? 🙂 Io un pò sì.. 🙂

I 3 ragazzi dello spot Tim (manca l'inesorabile Fiammetta)

I 3 ragazzi dello spot Tim (manca l'inesorabile Fiammetta)

Non so voi, ma a me loro non stanno simpatici.

Come chi? Quei 4 ragazzi della Tim che se ne vanno in giro col furgone rosso e blu e bianco cantando “Con te partirò”. Impossibile non averli visti!

Se devono recitare, forse non lo sanno fare. O forse, molto probabilmente, sono IO che non riesco a cogliere la loro simpatia. Perchè io, di simpatia nelle battute che fanno ne trovo ben poche.

Ah, ti chiami Fiammetta. Ecco perchè sento così caldo.” XD

Mah, sarà che io studo Comunicazione Pubblicitaria. Sarà che forse dai PUBBLICITARI mi aspetto sempre tanto perchè mi dico “loro che hanno la fortuna di fare quello che io sogno, DEVONO saperlo fare BENE” …

è per questo che sono più critica su molte cose, ma a me, questi spot sembrano più che sciocchi.

Pura opionione personale, eh. Nulla di più 😉

Proprio così, è di ieri la notizia che è apparsa nel sito ufficiale del grande Cherubini, www.soleluna.com, che vede apparire in prima pagina una serie di righe indirizzate proprio a lui… il Presidente Berlusconi.

Ora io mi dico, le ho lette e ho passato sopra un paio di minuti a rifletterci… secondo voi, Silvio prenderà mai in considerazione una lettera di un cantante? Perchè si sa che lui ha un immagine da difendere, e il grande Jova in questa lettera ci mette tutta la sua buona volontà per fargli capire che, nel suo governo, non deve fare gli interessi per sé ma per la COLLETTIVITA’, deve essere presente in Abruzzo non per motivi di carità ma per GIUSTIZIA; e tante altre cose simili…

In occasione del G8, la parola di Berlusconi assumerà un tono più o meno importante, ma siamo arrivati ad un punto dove i problemi probabilmente non sono nè di destra nè di sinistra, il tutto sta nel capire se CHI ci governa ha interesse realmente per noi cittadini “comuni” oppure…

Lascio a voi ogni giudizio!

Qui di seguito la lettera di Jovanotti al Presidente (apparsa su Vanity Fair, in edicola dal 1 Luglio 2009):

Lorenzo Cherubini, Jovanotti

Lorenzo Cherubini, Jovanotti

“Presidente Berlusconi,

sono un cantante, l’ultima persona al mondo autorizzata a parlare di povertà estrema. Sono un privilegiato, un po’ viziato, e tendo all’egocentrismo, ma da anni sostengo le iniziative per conseguire gli «obiettivi del millennio». Oggi approfitto dell’ospitalità di Vanity Fair per scriverle questa lettera, a nome di quelli che difendono quegli obiettivi e hanno argomenti molto seri e credibili per farlo. Loro ci mettono il lavoro, io la visibilità.

Si avvicina il G8 e l’Italia è di nuovo il Paese ospite, dopo esserlo stato nel 2001 a Genova. In quell’occasione lei fu promotore del Fondo globale per la lotta all’Aids, tubercolosi e malaria. Le sue iniziative influenzarono gli altri grandi. Grazie a quelle decisioni, oggi ci sono migliaia di bambini in più nelle scuole africane, e quei bambini saranno i giovani che guideranno lo sviluppo dei loro Paesi.

L’Italia si distinse davvero, ancora una volta: come solo noi sappiamo fare, ci dimostrammo generosi e attenti alle emergenze del prossimo. Poi però le cose sono cambiate; gli impegni presi, e mantenuti per un paio d’anni, sono stati disattesi. Si potrebbe dire «Peccato!» e chiuderla lì, ma non rispettare un impegno di questo tipo non è come smettere di pagare la rata di un televisore: perché muore molta gente la cui vita dipende proprio da quella promessa di denaro. I morti non protestano, però accade qualcosa di irreparabile. Si spengono speranze, si lasciano crollare prospettive di sviluppo possibile, si uccidono sogni e si indeboliscono intere comunità.

... e Berlusconi

... e Berlusconi

Il Fondo globale per la lotta all’Aids stabilisce un budget in base alle promesse di pagamento dei governi, e in base a quel budget acquista medicinali, prepara il personale, costruisce strutture, progetta il futuro. Se questi soldi non arrivano, crolla tutto, e viene meno l’energia vitale che è necessaria a sostenere la fiducia delle persone.

Le organizzazioni non governative fanno molto, come pure i missionari, raccogliendo le donazioni spontanee che arrivano dalla nostra parte del mondo. Ma solo con l’impegno della politica al più alto livello si può sperare di raggiungere i famosi «obiettivi del millennio». Una sua iniziativa al prossimo G8, allora, può essere determinante.

So bene che rispettare gli impegni non è semplice in un momento come questo, ma tagliare gli aiuti ai Paesi poveri durante una crisi economica globale è tra le altre cose anche un errore politico. Leggi il seguito di questo post »

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