Click and Music

Archive for the ‘"influenza" musicale’ Category

Sarà che quando spendi i soldi per comprare un biglietto di un concerto, raramente credi di gettarli via. Ma chi ha mai pensato a tutto il valore che c’è dietro quel biglietto?

L’emozione indescrivibile di essere parte di una folla che ha lo stesso sogno tuo e la tua stessa passione, l’incontenibile voglia di cantare a perdifiato le stesse canzoni e perdersi nei propri ricordi, fra una foto e un video… così da poterli portare anche al di fuori del concerto, una volta tornati a casa, alla vita di tutti i giorni.

Muse @ San Siro_"Supermassive Black Holes"

Per i Muse, il trio britannico che l’8 Giugno 2010 ha fatto tappa a San Siro, è stato come previsto un successo inimitabile, e anche in questo caso la rete e la passione dei fan hanno fatto il loro gioco.

Centinaia di ragazzi da tutta Italia, tramite un gruppo su Fb, ha iniziato a scambiarsi mail circa 7 mesi prima la data prevista dal concerto, per organizzare un coro di “Happy Birthday” al cantante Matthew Bellamy, che proprio quel giorno avrebbe festeggiato i suoi 32 anni!

Lo striscione organizzato dai fan di tutta Italia, dove ogni gruppo ha costruito una lettera

Questo è un assaggio di ciò che è venuto fuori dall’organizzazione di qualche centinaia di persone, che lo stesso giorno del concerto hanno sparso la voce per tutto lo stadio, creando un effetto mozzafiato anche per lo stesso cantante, che è uscito a ringraziare durante una pausa, proprio mentre le 80.000 persone presenti gli cantavano Happy Birthday, con tanto di striscione, e sventolavano in aria migliaia di palloncini colorati!

Che dire, la giusta miscela di Fandom, rete e passione:   GUARDA IL VIDEO DEL CORO HAPPY B-DAY MATTHEW!!!

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Ebbene sì, a distanza di mesi mi è tornata voglia di scrivere qualcosa su questo blog, e considerando l’ultimo articolo postato, sui fan dei Beatles riuniti sulla mitica Abbey Road, vorrei mostrarvi quattro (e più) amici, che tanto per riproporre una cosa simile, hanno riscattato la foto stile Abbey.

Cosa ci vuole? Un pò di pazzia e tanta voglia di ridere.. tutto qui 😉

La seconda foto sembra una vera e propria copertina di un album, i colori sono stupendi e l’inquadratura pure, la prima è più uno scatto “divertente” e “divertito” 🙂

Ho appena letto qui una notizia che mi ha fatto sorridere, e non potevo non scriverci qualcosa…

Quarant’anni di “nostalgia” dall’ultimo album dei Beatles: i “Fab Four” che hanno accompagnato un paio di generazioni e forse qualcuna di più e che rappresentano un pò per tutti una band storica, i cui successi non si contano su una semplice mano 🙂

Uno scatto fotografico che tutti abbiamo impresso nelle nostre menti, impossibile il contrario.

Loro quattro che attraversano una strada, la “Abbey Road“, in fila e sulle strisce pedonali. Ultima copertina del loro ultimo album. Era il 1969.

Copertina dell'ultimo Album dei Bealtes, Abbey Road

Copertina dell'ultimo Album dei Bealtes, Abbey Road

Quasi a voler significare che se ne stavano andando, ma nel modo giusto, il loro dovere l’avevano fatto… avevano attraversato città e città entrando nelle vite di migliaia di persone, come se queste vite fossero racchiuse in un unica grande metropoli, ed ogni via di questa metropoli fosse una persona, un fan.

Ed ora avevano deciso di andarsene, ma non in un modo qualsiasi, non attraversano una via qualunque e ognuno per i fatti suoi. Si sono lasciati tutto alle spalle passando sulle strisce pedonali, puliti, insieme, uno dietro l’altro, su un unica grande strada che raccoglieva tutte le altre: la Abbey Road. (Troppo psicologico forse?)

Ed oggi, a 40 anni da qullo scatto fotografico, centinaia di fan si ritrovano lì, in quel luogo, a memorare qualcosa a cui sono legati, come se i Fab Four fossero lì con loro, ad attraversare qulle strisce…

Fan che ricordano lo storico scatto di Iain McMillan

Fan che ricordano lo storico scatto di Iain McMillan

Non vi stranite a pensare una cosa del genere? 🙂 Io un pò sì.. 🙂

Proprio così, è di ieri la notizia che è apparsa nel sito ufficiale del grande Cherubini, www.soleluna.com, che vede apparire in prima pagina una serie di righe indirizzate proprio a lui… il Presidente Berlusconi.

Ora io mi dico, le ho lette e ho passato sopra un paio di minuti a rifletterci… secondo voi, Silvio prenderà mai in considerazione una lettera di un cantante? Perchè si sa che lui ha un immagine da difendere, e il grande Jova in questa lettera ci mette tutta la sua buona volontà per fargli capire che, nel suo governo, non deve fare gli interessi per sé ma per la COLLETTIVITA’, deve essere presente in Abruzzo non per motivi di carità ma per GIUSTIZIA; e tante altre cose simili…

In occasione del G8, la parola di Berlusconi assumerà un tono più o meno importante, ma siamo arrivati ad un punto dove i problemi probabilmente non sono nè di destra nè di sinistra, il tutto sta nel capire se CHI ci governa ha interesse realmente per noi cittadini “comuni” oppure…

Lascio a voi ogni giudizio!

Qui di seguito la lettera di Jovanotti al Presidente (apparsa su Vanity Fair, in edicola dal 1 Luglio 2009):

Lorenzo Cherubini, Jovanotti

Lorenzo Cherubini, Jovanotti

“Presidente Berlusconi,

sono un cantante, l’ultima persona al mondo autorizzata a parlare di povertà estrema. Sono un privilegiato, un po’ viziato, e tendo all’egocentrismo, ma da anni sostengo le iniziative per conseguire gli «obiettivi del millennio». Oggi approfitto dell’ospitalità di Vanity Fair per scriverle questa lettera, a nome di quelli che difendono quegli obiettivi e hanno argomenti molto seri e credibili per farlo. Loro ci mettono il lavoro, io la visibilità.

Si avvicina il G8 e l’Italia è di nuovo il Paese ospite, dopo esserlo stato nel 2001 a Genova. In quell’occasione lei fu promotore del Fondo globale per la lotta all’Aids, tubercolosi e malaria. Le sue iniziative influenzarono gli altri grandi. Grazie a quelle decisioni, oggi ci sono migliaia di bambini in più nelle scuole africane, e quei bambini saranno i giovani che guideranno lo sviluppo dei loro Paesi.

L’Italia si distinse davvero, ancora una volta: come solo noi sappiamo fare, ci dimostrammo generosi e attenti alle emergenze del prossimo. Poi però le cose sono cambiate; gli impegni presi, e mantenuti per un paio d’anni, sono stati disattesi. Si potrebbe dire «Peccato!» e chiuderla lì, ma non rispettare un impegno di questo tipo non è come smettere di pagare la rata di un televisore: perché muore molta gente la cui vita dipende proprio da quella promessa di denaro. I morti non protestano, però accade qualcosa di irreparabile. Si spengono speranze, si lasciano crollare prospettive di sviluppo possibile, si uccidono sogni e si indeboliscono intere comunità.

... e Berlusconi

... e Berlusconi

Il Fondo globale per la lotta all’Aids stabilisce un budget in base alle promesse di pagamento dei governi, e in base a quel budget acquista medicinali, prepara il personale, costruisce strutture, progetta il futuro. Se questi soldi non arrivano, crolla tutto, e viene meno l’energia vitale che è necessaria a sostenere la fiducia delle persone.

Le organizzazioni non governative fanno molto, come pure i missionari, raccogliendo le donazioni spontanee che arrivano dalla nostra parte del mondo. Ma solo con l’impegno della politica al più alto livello si può sperare di raggiungere i famosi «obiettivi del millennio». Una sua iniziativa al prossimo G8, allora, può essere determinante.

So bene che rispettare gli impegni non è semplice in un momento come questo, ma tagliare gli aiuti ai Paesi poveri durante una crisi economica globale è tra le altre cose anche un errore politico. Leggi il seguito di questo post »

Ascoltando le parole di questo brano, sono stata presa da un attimo di quella tristezza che non capisci da dove arriva.

Non mi ha stimolato nessun ricordo, non mi ha fatto rivivere nessuna scena, eppure.. è un testo che mi colpisce.

Hai una storia d’amore bellissima, da un giorno all’altro finisce, passa il tempo, e lei si sposa con un altro.

Sei sicura di aver trovato la vita che volevi?”

“Se non verrò al tuo matrimonio so che capirai”

“Credo che forse partirò.. per dimenticare.. per dimenticarci…”

Straziante. Triste, ma forse anche fin troppo reale. Il fatto è che noi in quanto esseri umani, siamo imprevedibili, non siamo onnipotenti, e da un giorno all’altro… quante cose cambiano? Forse nessuna, forse tantissime. Intanto vi lascio questo video … che non mi rappresenta, ma mi rattrista.

Chissà perchè. Sono troppo sensibile. Devo lavorarci su. 🙂

Si è tenuto la sera del solstizio d’estate il grande ed attesissimo concerto di Amiche per l’Abruzzo, che per ben otto ore consecutive ha fatto ballare, saltare, cantare ed emozionare più di 60.000 spettatori.

Non è stato un concerto trasmesso dalle televisioni, perchè lo scopo era quello di salvaguardare il bene culturale della musica e donare tutti i fondi alla ricostruzione dell’Abruzzo.

Più che un successo, più che un semplice ricordo, più che uno dei tanti concerti che ci sono per il mondo, questo di San Siro ha visto unificate ben dodici emittenti radio, che hanno abbandonato le loro trasmissioni per un giorno ed hanno appoggiato “Amiche per l’Abruzzo”.

Tanta la soddisfazione e l’orgoglio di queste artiste che hanno cantato ed emozionato senza interferenze, invidie e simili, tipici di ogni contesto musicale, e che ci hanno trasmesso milioni di brividi.

Il concerto termina con un omaggio al grande Lucio Battisti, ve lo lascio ascoltare, perchè non ha bisogno di altre parole:

Io sono riuscita ad ascoltarne qualche pezzo tramite i forellini della radio, prima nella mia camera e poi nella mia macchina, e mi sono emozionata, a sentire tutte queste voci unite per un così grande progetto di solidarietà e fratellanza.

Le  stimo tutte, una ad una, per aver creato qualcosa di così grande, e aver riportato fiducia in un qualcosa che sembrava lontana: la ricostruzione di un paese atterrato dal terremoto.

I sogni infranti e le vittime non si possono ricostruire con un concerto, ma tutto questo aiuterà ognuno di noi ad avere un pò di speranza in più! GRAZIE! Di vero cuore.

Una delusione d’amore. Chi di voi non c’è passato? Chi di voi non ha sofferto e si è chiuso in sè stesso quando forse per la prima o forse per l’ennesima volta si è sentito dire: “mi dispiace” “non ce la faccio” “forse è meglio che non ci vediamo più” … e migliaia di altre scuse ce ne sono se volessimo fare i pignoli. Ma non è il nostro caso.

L’unica fra tante” di Olly Vincent è una di quelle canzoni di quei nuovi cantanti emergenti che sanno subito dove andare a colpire, dritti all’amore, nato, finito, ripreso, sospirato, odiato, sincero… perchè bene o male tutti ci rispecchiamo in quella situazione, che abbiamo vissuto in passato o che purtroppo stiamo vivendo ora… Non si sa mai che questo brano non dia la forza a qualcuno di esprimere i propri sentimenti, e di lasciarsi andare, una volta per tutte, “perchè in fondo la vita si vive rischiando“…

Non posso fare a meno di lasciarvi leggere il testo di questa fantastica canzone, e farvi vedere il DVR ufficiale di Olly Vincent!

Parole fantastiche di un amore nato e ripreso, che nasce da una passata delusione e che scoppia in un nuovo amore, ricco di paure, sogni e speranze…


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