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Archive for the ‘Riflessioni’ Category

Poche parole e un link diretto all’articolo che ho scritto personalmente per La Reclame. Grazie Steve, di tutto. “Oggi il Mondo si ferma. Grazie Steve.”

Stay Hungry, Stay Foolish. A tutti.

Ho appena letto qui una notizia che mi ha fatto sorridere, e non potevo non scriverci qualcosa…

Quarant’anni di “nostalgia” dall’ultimo album dei Beatles: i “Fab Four” che hanno accompagnato un paio di generazioni e forse qualcuna di più e che rappresentano un pò per tutti una band storica, i cui successi non si contano su una semplice mano 🙂

Uno scatto fotografico che tutti abbiamo impresso nelle nostre menti, impossibile il contrario.

Loro quattro che attraversano una strada, la “Abbey Road“, in fila e sulle strisce pedonali. Ultima copertina del loro ultimo album. Era il 1969.

Copertina dell'ultimo Album dei Bealtes, Abbey Road

Copertina dell'ultimo Album dei Bealtes, Abbey Road

Quasi a voler significare che se ne stavano andando, ma nel modo giusto, il loro dovere l’avevano fatto… avevano attraversato città e città entrando nelle vite di migliaia di persone, come se queste vite fossero racchiuse in un unica grande metropoli, ed ogni via di questa metropoli fosse una persona, un fan.

Ed ora avevano deciso di andarsene, ma non in un modo qualsiasi, non attraversano una via qualunque e ognuno per i fatti suoi. Si sono lasciati tutto alle spalle passando sulle strisce pedonali, puliti, insieme, uno dietro l’altro, su un unica grande strada che raccoglieva tutte le altre: la Abbey Road. (Troppo psicologico forse?)

Ed oggi, a 40 anni da qullo scatto fotografico, centinaia di fan si ritrovano lì, in quel luogo, a memorare qualcosa a cui sono legati, come se i Fab Four fossero lì con loro, ad attraversare qulle strisce…

Fan che ricordano lo storico scatto di Iain McMillan

Fan che ricordano lo storico scatto di Iain McMillan

Non vi stranite a pensare una cosa del genere? 🙂 Io un pò sì.. 🙂

I 3 ragazzi dello spot Tim (manca l'inesorabile Fiammetta)

I 3 ragazzi dello spot Tim (manca l'inesorabile Fiammetta)

Non so voi, ma a me loro non stanno simpatici.

Come chi? Quei 4 ragazzi della Tim che se ne vanno in giro col furgone rosso e blu e bianco cantando “Con te partirò”. Impossibile non averli visti!

Se devono recitare, forse non lo sanno fare. O forse, molto probabilmente, sono IO che non riesco a cogliere la loro simpatia. Perchè io, di simpatia nelle battute che fanno ne trovo ben poche.

Ah, ti chiami Fiammetta. Ecco perchè sento così caldo.” XD

Mah, sarà che io studo Comunicazione Pubblicitaria. Sarà che forse dai PUBBLICITARI mi aspetto sempre tanto perchè mi dico “loro che hanno la fortuna di fare quello che io sogno, DEVONO saperlo fare BENE” …

è per questo che sono più critica su molte cose, ma a me, questi spot sembrano più che sciocchi.

Pura opionione personale, eh. Nulla di più 😉

Proprio così, è di ieri la notizia che è apparsa nel sito ufficiale del grande Cherubini, www.soleluna.com, che vede apparire in prima pagina una serie di righe indirizzate proprio a lui… il Presidente Berlusconi.

Ora io mi dico, le ho lette e ho passato sopra un paio di minuti a rifletterci… secondo voi, Silvio prenderà mai in considerazione una lettera di un cantante? Perchè si sa che lui ha un immagine da difendere, e il grande Jova in questa lettera ci mette tutta la sua buona volontà per fargli capire che, nel suo governo, non deve fare gli interessi per sé ma per la COLLETTIVITA’, deve essere presente in Abruzzo non per motivi di carità ma per GIUSTIZIA; e tante altre cose simili…

In occasione del G8, la parola di Berlusconi assumerà un tono più o meno importante, ma siamo arrivati ad un punto dove i problemi probabilmente non sono nè di destra nè di sinistra, il tutto sta nel capire se CHI ci governa ha interesse realmente per noi cittadini “comuni” oppure…

Lascio a voi ogni giudizio!

Qui di seguito la lettera di Jovanotti al Presidente (apparsa su Vanity Fair, in edicola dal 1 Luglio 2009):

Lorenzo Cherubini, Jovanotti

Lorenzo Cherubini, Jovanotti

“Presidente Berlusconi,

sono un cantante, l’ultima persona al mondo autorizzata a parlare di povertà estrema. Sono un privilegiato, un po’ viziato, e tendo all’egocentrismo, ma da anni sostengo le iniziative per conseguire gli «obiettivi del millennio». Oggi approfitto dell’ospitalità di Vanity Fair per scriverle questa lettera, a nome di quelli che difendono quegli obiettivi e hanno argomenti molto seri e credibili per farlo. Loro ci mettono il lavoro, io la visibilità.

Si avvicina il G8 e l’Italia è di nuovo il Paese ospite, dopo esserlo stato nel 2001 a Genova. In quell’occasione lei fu promotore del Fondo globale per la lotta all’Aids, tubercolosi e malaria. Le sue iniziative influenzarono gli altri grandi. Grazie a quelle decisioni, oggi ci sono migliaia di bambini in più nelle scuole africane, e quei bambini saranno i giovani che guideranno lo sviluppo dei loro Paesi.

L’Italia si distinse davvero, ancora una volta: come solo noi sappiamo fare, ci dimostrammo generosi e attenti alle emergenze del prossimo. Poi però le cose sono cambiate; gli impegni presi, e mantenuti per un paio d’anni, sono stati disattesi. Si potrebbe dire «Peccato!» e chiuderla lì, ma non rispettare un impegno di questo tipo non è come smettere di pagare la rata di un televisore: perché muore molta gente la cui vita dipende proprio da quella promessa di denaro. I morti non protestano, però accade qualcosa di irreparabile. Si spengono speranze, si lasciano crollare prospettive di sviluppo possibile, si uccidono sogni e si indeboliscono intere comunità.

... e Berlusconi

... e Berlusconi

Il Fondo globale per la lotta all’Aids stabilisce un budget in base alle promesse di pagamento dei governi, e in base a quel budget acquista medicinali, prepara il personale, costruisce strutture, progetta il futuro. Se questi soldi non arrivano, crolla tutto, e viene meno l’energia vitale che è necessaria a sostenere la fiducia delle persone.

Le organizzazioni non governative fanno molto, come pure i missionari, raccogliendo le donazioni spontanee che arrivano dalla nostra parte del mondo. Ma solo con l’impegno della politica al più alto livello si può sperare di raggiungere i famosi «obiettivi del millennio». Una sua iniziativa al prossimo G8, allora, può essere determinante.

So bene che rispettare gli impegni non è semplice in un momento come questo, ma tagliare gli aiuti ai Paesi poveri durante una crisi economica globale è tra le altre cose anche un errore politico. Leggi il seguito di questo post »

Ascoltando le parole di questo brano, sono stata presa da un attimo di quella tristezza che non capisci da dove arriva.

Non mi ha stimolato nessun ricordo, non mi ha fatto rivivere nessuna scena, eppure.. è un testo che mi colpisce.

Hai una storia d’amore bellissima, da un giorno all’altro finisce, passa il tempo, e lei si sposa con un altro.

Sei sicura di aver trovato la vita che volevi?”

“Se non verrò al tuo matrimonio so che capirai”

“Credo che forse partirò.. per dimenticare.. per dimenticarci…”

Straziante. Triste, ma forse anche fin troppo reale. Il fatto è che noi in quanto esseri umani, siamo imprevedibili, non siamo onnipotenti, e da un giorno all’altro… quante cose cambiano? Forse nessuna, forse tantissime. Intanto vi lascio questo video … che non mi rappresenta, ma mi rattrista.

Chissà perchè. Sono troppo sensibile. Devo lavorarci su. 🙂

Se volessi, in questo momento potrei aprire un blog solo ed interamente dedicato a Michael Jackson, e non mi basterebbe forse una settimana a completare anche solo a grandi linee tutto quello che ha fatto, e tutto quello che ha rappresentato.

Michael Jackson, inimitabile

Michael Jackson, inimitabile

Mi accorgo sempre più di quanto i media, ma anche noi stessi in quanto persone, siamo ipocriti. Finchè Michael era in vita le televisioni e i giornali lo hanno letteralmete massacrato, e adesso… adesso sono “tutti addolorati per aver perso il Re del Pop“… io non parlerò della sua morte, perchè non è dopo che si ricorda una persona, ma prima, per ciò che ha fatto e ciò che ha rappresentato… tanto, veramente tanto.

A me Michael è sempre piaciuto, da piccola registravo le sue canzoni dalla radio nelle cassette, ero affascinata da questa persona che pretendeva tanto dalla vita, e che nel suo modo riusciva ad ottenerlo.

Sono sinceramente dispiaciuta, e non l’ho nè mai criticato nè mai del tutto assolto per quello che ha fatto/non fatto..

L’ho sempre e solo considerato un artista a 360°, che ha dovuto attraversare numerose difficoltà nella sua vita, e l’ha fatto a modo suo. Scelte di vita che gli hanno cambiato tutto, lo hanno fatto diventare un’icona. E questo può piacere, o no. Ma è così.

Noi non siamo nessuno per poterlo giudicare, e poi voglio dire… di abusi sessuali, di droga, di farmaci… quante accuse passano ogni giorno in televisione, su anche chi tutti sappiamo benissimo?

Non mi preoccupo di fare nomi, dal carissimo presidente a Vasco, da Kate Moss ai Green Day, da Ricky Martin a Britney … quante ne abbiamo sentite e quante ancora ne sentiremo.. alcune si presumono siano vere, altre forse no… però perchè su di loro nessuno dice niente? Perchè quando si tratta di accusare siamo tutti pronti e poi, quando una persona non c’è più, siamo tutti “dispiaciuti e abbiamo perso un pezzo di noi”?

Io veramente mi pongo da quella parte di fan che l’ha sempre sostenuto, che ha accettato le sue debolezze e l’ha apprezzato per quello che ha fatto e per il coraggio che ha avuto di affrontare le sue paure.

Che poi si sia voluto distruggere con farmaci o droghe, quello è un altro discorso ma.. voglio dire.. parlo con ragazzi e ragazze che sicuramente non sono angeli scesi in terra, e sono quasi sicura che la predica viene sempre da chi condivide problemi dello stesso genere… alcool, droghe ecc.

Io ho deciso che scriverò una serie di articoli su Michael, e non smetterò mai di ricordare quanto nella vita sia importante quello che si fa finchè si è vivi, e bisogna essere apprezzati e giudicati per quello che si è… non diventare “leggenda” solo perchè da un giorno all’altro si scompare…

Sei molto più di un pezzo di storia Michael, sei ciò che ci ha fatto ballare e ti sei fatto amare per ciò che eri, che vi possa andare bene, o no… è così.

Ciao Michael…

É di poco fa la notizia che vede protagonista Chris Brown, cantante diciannovenne, dichiaratosi colpevole oggi stesso, Martedì 23 giugno, davanti ai giudici della Corte di Los Angeles, ammettendo di aver letteralmente “massacrato di botte” la sua ex fidanzata: Rihanna.

Allora è vero che anche le star sono persone “normali”, nel senso che anche loro hanno i loro disturbi..

Un cantante diciannovenne che riduce in queste condizioni la sua ex fidanzata, solo perchè accusato di aver guardato “un pò troppo” delle ragazze ad una festa, secondo me merità più di 180 giorni di comunità. (verdetto della Corte per aver ammesso le proprie colpe).

Avvenimenti di questo genere che esempio danno ai giovani secondo voi? Stando a questo sito Rihanna dice di essere contenta della pena attribuita a Chris, perchè la trova “equa” :O Se lei stessa è convinta di ciò che dice, noi non possiamo farci nulla.

Guardate come era il volto di Rihanna il giorno dopo, e giudicate da soli se sei mesi di comunità possano bastare a “punire” questo cantante pentito..

Restiamo in attesa del verdetto, che verrà emesso il 5 agosto prossimo…


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