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G8: Jovanotti scrive a…Berlusconi!

Posted on: 2 luglio 2009

Proprio così, è di ieri la notizia che è apparsa nel sito ufficiale del grande Cherubini, www.soleluna.com, che vede apparire in prima pagina una serie di righe indirizzate proprio a lui… il Presidente Berlusconi.

Ora io mi dico, le ho lette e ho passato sopra un paio di minuti a rifletterci… secondo voi, Silvio prenderà mai in considerazione una lettera di un cantante? Perchè si sa che lui ha un immagine da difendere, e il grande Jova in questa lettera ci mette tutta la sua buona volontà per fargli capire che, nel suo governo, non deve fare gli interessi per sé ma per la COLLETTIVITA’, deve essere presente in Abruzzo non per motivi di carità ma per GIUSTIZIA; e tante altre cose simili…

In occasione del G8, la parola di Berlusconi assumerà un tono più o meno importante, ma siamo arrivati ad un punto dove i problemi probabilmente non sono nè di destra nè di sinistra, il tutto sta nel capire se CHI ci governa ha interesse realmente per noi cittadini “comuni” oppure…

Lascio a voi ogni giudizio!

Qui di seguito la lettera di Jovanotti al Presidente (apparsa su Vanity Fair, in edicola dal 1 Luglio 2009):

Lorenzo Cherubini, Jovanotti

Lorenzo Cherubini, Jovanotti

“Presidente Berlusconi,

sono un cantante, l’ultima persona al mondo autorizzata a parlare di povertà estrema. Sono un privilegiato, un po’ viziato, e tendo all’egocentrismo, ma da anni sostengo le iniziative per conseguire gli «obiettivi del millennio». Oggi approfitto dell’ospitalità di Vanity Fair per scriverle questa lettera, a nome di quelli che difendono quegli obiettivi e hanno argomenti molto seri e credibili per farlo. Loro ci mettono il lavoro, io la visibilità.

Si avvicina il G8 e l’Italia è di nuovo il Paese ospite, dopo esserlo stato nel 2001 a Genova. In quell’occasione lei fu promotore del Fondo globale per la lotta all’Aids, tubercolosi e malaria. Le sue iniziative influenzarono gli altri grandi. Grazie a quelle decisioni, oggi ci sono migliaia di bambini in più nelle scuole africane, e quei bambini saranno i giovani che guideranno lo sviluppo dei loro Paesi.

L’Italia si distinse davvero, ancora una volta: come solo noi sappiamo fare, ci dimostrammo generosi e attenti alle emergenze del prossimo. Poi però le cose sono cambiate; gli impegni presi, e mantenuti per un paio d’anni, sono stati disattesi. Si potrebbe dire «Peccato!» e chiuderla lì, ma non rispettare un impegno di questo tipo non è come smettere di pagare la rata di un televisore: perché muore molta gente la cui vita dipende proprio da quella promessa di denaro. I morti non protestano, però accade qualcosa di irreparabile. Si spengono speranze, si lasciano crollare prospettive di sviluppo possibile, si uccidono sogni e si indeboliscono intere comunità.

... e Berlusconi

... e Berlusconi

Il Fondo globale per la lotta all’Aids stabilisce un budget in base alle promesse di pagamento dei governi, e in base a quel budget acquista medicinali, prepara il personale, costruisce strutture, progetta il futuro. Se questi soldi non arrivano, crolla tutto, e viene meno l’energia vitale che è necessaria a sostenere la fiducia delle persone.

Le organizzazioni non governative fanno molto, come pure i missionari, raccogliendo le donazioni spontanee che arrivano dalla nostra parte del mondo. Ma solo con l’impegno della politica al più alto livello si può sperare di raggiungere i famosi «obiettivi del millennio». Una sua iniziativa al prossimo G8, allora, può essere determinante.

So bene che rispettare gli impegni non è semplice in un momento come questo, ma tagliare gli aiuti ai Paesi poveri durante una crisi economica globale è tra le altre cose anche un errore politico.

Per le nostre economie nazionali quegli aiuti sono un piccolo sforzo (che non grava sulle tasche dei contribuenti, è importante dirlo), mentre a quei Paesi, proprio in un momento di crisi economica globale, permetterebbero di andare avanti, di mettersi al passo con i processi globali, di affacciarsi al mercato mondiale. E in quel mercato ci siamo anche noi, con la nostra economia.

Le ricordo poi che le politiche di cancellazione del debito e di lotta alla povertà in questi anni hanno dato moltissimi frutti. Se lei a L’Aquila, città che oggi è simbolo di emergenza e di solidarietà, ristabilisse il suo ruolo personale di capofila dei leader impegnati nella lotta alla povertà estrema, non farebbe un gesto di carità (che non spetta alla politica) ma un grande gesto di giustizia e di patriottismo.

Che cosa c’entra il patriottismo con gli aiuti a gente di altri Paesi? Io un’idea ce l’ho, provo a sintetizzarla. Lei ha sempre dichiarato di tenere in altissima considerazione i bisogni e i sogni delle nuove generazioni. I ragazzi – lo sa perché ha figli giovani, e perché ha ancora una grande energia – hanno bisogno di orizzonti ampi per immaginare il proprio futuro, per trarre forza da investire nella progettazione del domani. Non è una questione di destra o di sinistra, ha a che fare con quel terreno condiviso (il common ground di cui parla spesso il suo amico Obama) su cui si fonda la forza di un Paese. Crescere in un Paese che si fa promotore di una politica di aiuti internazionali nuova e forte, indipendente ma inserita in un progetto mondiale, che guardi al futuro del pianeta con fiducia e speranza, è ciò di cui le nuove generazioni hanno bisogno.

Ne hanno bisogno i nostri giovani: per credere in se stessi, per non sentirsi prigionieri di una visione del mondo cupa e cinica che non regge più, che non seduce più nessuno, perché porta alla paura, e la paura è nemica di ogni genere di sviluppo.

Se lei al G8 aumenterà il contributo dell’Italia, ristabilendo il suo ruolo di capofila nella lotta alla povertà, permetterà al Paese di sentirsi orgoglioso. E anche se il Paese intero non reagirà direttamente a quella scelta politica, ne trarrà un beneficio morale. Non è poco.

Qualche anno fa lei creò un partito che, con un’intuizione delle sue, chiamò Forza Italia. Con quel nome ha sbaragliato il campo della politica e coinvolto milioni di italiani. Ora potrebbe allargare l’inquadratura e proporre la nascita di «Forza Mondo». Sarebbe una grande idea, l’annuncio di un nuovo miracolo. Servirebbe a salvare vite umane e a restituire dignità al ruolo della politica, che è anche quello di evitare che bambini possano morire per malattie facilmente curabili.

Oggi la povertà estrema può essere sconfitta. Lei può fare moltissimo al prossimo G8, signor presidente. È una grande occasione per l’Italia. Da italiano felice di esserlo, le chiedo di riportare gli «obiettivi del millennio» al centro del tavolo di discussione. So di essere un cittadino privilegiato e non un militante sul campo, un medico, un operatore umanitario: approfitto dell’ospitalità di questo giornale per parlare a nome loro. So anche che questo è un argomento con poco appeal elettorale. So che la gente spesso cambia canale quando sente parlare di Africa.

Ma le cose stanno cambiando, e hanno iniziato a cambiare anche grazie alle sue scelte in quel G8 del 2001. Si tratta di riprendere quel discorso e di portarlo avanti. Di realizzare i sogni traditi.

Grazie, presidente Berlusconi.

Jovanotti

Il grande Jova ha come sempre tutto il mio appoggio, sottile ma tra le righe, ha detto con un grande buonsenso tutto quello che pensa. Unico. E vicino a NOI.

Grazie Loré per cercare sempre di esserci vicino.

2 Risposte to "G8: Jovanotti scrive a…Berlusconi!"

Non sono per principio contrario a queste iniziative e anzi credo che Jovanotti o (Lorenzo..) negli ultimi anni si sia spesso impegnato molto nel settore del sociale.

Tuttavia sono un pò dubbioso anche perchè spesso queste iniziative si sono rivelate più che altro degli eventi mediatici, ma poi con pochi risultati concreti.

Relativamente a Berlusconi sfrutta mostruosamente occasioni come queste per poterne trarre benefici d’immagine che non sempre poi coincidono con i fatti concreti. Mi dispiacerebbe che un’ iniziativa di Jovanotti finisse per essere strumentalizzata da Berlusconi stesso.

Jovanotti rimane comunque un grande cantante e autore che dopo i primi esordi con canzoni atroci, ha saputo trasformarsi in un cantante serio e ha prodotto canzoni e video veramente belli.

L’ ombelico del mondo rimane per me una delle sue produzioni
migliori sia come video che come canzone..

Condivido gran parte di quello che hai scritto… anche io spero solo che non si trasformi in un evento mediatico, anche perchè è rimasta per ora una lettera pubblicata sul sito di Jovanotti, poi sta diventando pubblica grazie ai blog.

Berlusconi purtroppo credo non esiti a trarre vantaggio da ogni cosa che gli venga proposta… speriamo bene!

Apprezzo molto comunque questa iniziativa che, in silenzio ma non troppo, spero almeno venga letta dal Presidente.. incrociamo le dita! 🙂

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